Il Progetto

Nel nostro Paese ogni anno muoiono ben 60 mila persone, anche giovani in apparente buona condizione psicofisica, a causa della cosiddetta ‘morte improvvisa’. Questa definizione indica la morte che si verifica in modo quasi istantaneo, senza che vi siano stati precedentemente sintomi di qualsiasi natura o segni premonitori. Colpisce persone di ogni età ed apparentemente sane o le cui condizioni fisiche, comunque, non farebbero prevedere la loro morte in quel momento.

 Nel marzo 2011 nasce l’idea di realizzare il progetto “Metti una mano sul cuore”, con tre principali e ambiziosi obiettivi:

  • informare i cittadini sul corretto utilizzo dei mezzi di soccorso disponibili sul territorio (ambulanze e auto medica) e della presenza di un defibrillatore semiautomatico a bordo delle ambulanze con personale formato dall’AAT 118 di competenza;

  • sensibilizzare e informare sul ruolo che il semplice cittadino può avere nel primo soccorso in caso di morte cardiaca improvvisa: dalla chiamata al 118 (come e quando chiamare, perché ci sono dei tempi tecnici) alla possibilità di sapere a livello laico come si effettua unmassaggio cardiaco (BLS –Basic Life Support), all’utilizzo – quando disponibile – del defibrillatore semi-automatico;

  •  formare la cittadinanza al riconoscimento di un arresto cardiocircolatorio e alle manovre da attuare, ossia al massaggio cardiaco.

A questi obiettivi iniziali si è aggiunto poi quello di sensibilizzare parallelamente i Comuni, gli Enti territoriali, le aziende e gli stessi cittadini all’importanza di individuare e finanziare postazioni di accesso pubblico di defibrillazione (PAD – Public Access Defibrillation) nelle vie e piazze delle nostre città, una rete di defibrillatori di facile accesso e di facile utilizzo, collegati direttamente al 118. Un primo esempio territoriale di prevenzione all’arresto cardiaco in modo concreto. Scopo di questi accessi pubblici è infatti il trattamento immediato di un paziente colpito da Arresto Cardio-circolatorio con Defibrillazione Precoce effettuata da First Responders, cittadini opportunamente addestrati alle manovre di Rianimazione Cardio Polmonare-Defibrillazione Precoce, nell’attesa di un’ambulanza del 118.

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